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10 gennaio 2009

Le gioie che solo in Kernel può darti - secondo tempo

Altro aggiornamento del Kernel ed altra nuclearizzazione: per qualche motivo la directory dove avevo installato Flock 2.0 (in /usr/bin) è stata brasata via aggiornando il Kernel.

Altre applicazioni che avevo installato lì manualmente invece, ci sono ancora.

Credo sia da ascrivere ai misteri di fede.

29 novembre 2008

Quelle gioie che solo il kernel Linux può darti...

Aggiornamento minore del Kernel per una patch di sicurezza et voilà tocca ricompilare i driver del wireless...solo con linux....

22 luglio 2008

Nuclearizzare SuSE 11.0 in tre semplici passi

Ho installato SuSE 11.0 sotto VMWare, poi ho tentato di installare i VMware tools per velocizzare un po' le prestazioni, seguendo le istruzioni fornite sul sito di Suse.

La cosa carina e' che l'RPM fornito da VMware contiene dipendenze al kernel i586 che viene prontamente installato. Risultato: il Kernel viene fumato e sovrascritto...

Quando avremo un Linux senza questo orribile sistema di dipendenze? E' tanto difficile mettere tutte le librerie che servono per un'applicazione dentro una directory? Sotto Windows tutte le DLL per un'applicazione possono stare nello stesso folder dell'applicazione medesima, permettendo a più applicazioni di usare versioni diverse ed incompatibili delle stesse librerie. Inoltre in questo modo il programmatore fornisce all'utente l'applicazione con le librerie usate per svilupparla e non con una versione casuale delle stesse (come succede quando le librerie, ma non l'applicazione, vengono aggiornate). La cosa renderebbe il software molto più robusto, in quanto ottimizzerebbe il testing: gli sviluppatori farebbero i test con una ed una sola versione delle librerie e quella stessa versione sarebbe usata dagli utenti. Troppo facile?

08 giugno 2007

Disastri di Ubuntu Feisty...

...questo articolo di pollycoke ha scatenato un agghiacciante elenco di resoconti sui problemi di Ubuntu...ma siamo proprio sicuri che è più stabile di Windows?

Di mio posso solo dire che aggiornando il laptop dalla 6 alla 7, il wireless non funziona più (e già per farlo funzionare con la 6 è stata una bella fatica).

29 maggio 2007

L'update automatica di Ubuntu pianta il PC

Pollycoke ci informa che James Rayner, uno dei maintainers del kernel di Arch Linux ha buttato la spugna. A parte il fatto che James ha altre cose da fare nella vita, una delle motivazioni addotte per abbandonare è:

I'm sick of the kernel. It's crap. Every release breaks something new,and every release is as poorly tested as the last ... The stable tree, isn't stable. I want something that works and won't break.

(ossia, a ogni release del Kernel si rompe qualcosa)

Pollycoke cita anche Eugenia che nel suo blog commenta:

The Linux kernel, and 99% of the open source applications that I have tried, only beta test, they do not do PROPER testing with pro tools and professional testers who are able to write specialized code and scripts to find bugs. Instead, the OSS community only releases versions deemed as “betas”, and then they are relying on average Joe for bug reports. I am sorry, but there is a full stage of testing that is completely skipped by these OSS projects. And that’s pro-testing, in house. And in the case of the kernel, they need at least 50-60 different computer hardware and at least 10 pro testers to test the kernel BEFORE they release an -RC version to the world.

(in pratica si lamenta dal fatto che il kernel e il software open in genere non vengono sviluppati usando test di livello industriale prima del rilascio)

Non posso che essere d'accordo con lei: sono stato direttore dello sviluppo in una ditta di 30 programmatori e so quanto sia importante avere procedure automatizzate e formali di test per il software che viene scritto, questo in aggiunta a ogni beta test con utenti reali. Ma i suoi commenti hanno solo suscitato del facile sarcasmo.

Ora lo stesso Pollycoke ci informa che: Latest xorg-core update broke X, ossia se si fa un'update automatica di Ubuntu ci si trova con uno schermo nero.

A onor del vero, felipe ammette che la critica alla precarietà del kernel non è del tutto infondata.